Inizia la guerra con YouTube (e ho bisogno di voi)
Mentre l'Intelligenza Artificiale si impossessa del mondo
È successo. Era prevedibile. Ma questo non l’ha reso più piacevole. La mannaia della censura di YouTube mi si è conficcata tra le vertebre del collo. Il mio video racconto del caso del suicidio-omicidio di David Rossi è stato eliminato con la scusa che “incita al suicidio, o ha l’intento di scioccare il pubblico”.
La verità è che il documento spiegava in modo semplice e comprensibile a chiunque le dinamiche finanziarie e i legami politici che hanno portato al dissesto di Monte dei Paschi di Siena. A qualcuno dava fastidio, e una montagna di segnalazioni ha condotto l’algoritmo di YouTube a rimuoverlo.
Il problema è che tra me e YouTube c’è un contratto, e la piattaforma non può fare quello che vuole. Pensavo bastasse diffidarli dal continuare a violare i miei diritti per vedere la situazione rientrare nella normalità, ma quando il mio avvocato ha invato una raccomandata a Google, la risposta che è arrivata è stata spiazzante.
L’intelligenza artificiale fa scacco matto
Stiamo già nell’epoca delle macchine. Fino ad oggi avete sentito parlare di algoritmi: buoni, cattivi, razzisti, spietati, freddi o discriminanti. Ma questa è acqua passata. Gli algoritmi stanno alle macchine moderne come il velocipede al monopattino elettrico.
Oggi si parla di Intelligenza Artificiale.
Che è un superalgoritmo agli steroidi il cui meccanismo di funzionamento sfugge anche alla comprensione di coloro che lo hanno realizzato.
È proprio uno di questi sistemi che ha deciso che il mio video su David Rossi “istiga al suicidio, o ha lo scopo di sconvolgere il pubblico”.
Da quel momento in poi, ogni essere umano di YouTube con cui sono riuscito ad avere un contatto, avvocati compresi, non ha fatto altro che ribadire che “la macchina ha deciso così”.
Nessuno è più disposto a guardare con i propri occhi ciò che quel video contiene, per capire se la macchina ha sbagliato.
No, è così perché la macchina dice così.
Se ci pensate è spaventoso. Davanti a una realtà evidente, si sceglie di credere alla macchina anche quando sbaglia.
Vi parlo meglio dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale in questo ultimo video:
Lottare contro YouTube
Di fronte a tutto questo ho deciso di lottare e non arrendermi. Non permetterò in silenzio che una grande azienda come Google vìoli il contratto che ha sottoscritto e vìoli anche le leggi europee e italiane, che prevedono che sia obbligatorio un controllo umano di fronte alle dispute sui contenuti.
Ho intenzione di portare Google davanti a un giudice per chiedere il ripristino del mio contenuto. Non è fantascienza, perché il contratto è chiaro e le mie ragioni sono palesi, e già molti altri perseguendo questa via hanno ottenuto giustizia.
È una questione di democrazia. Ed è una questione di libertà.
Vorrei anche avviare un movimento di mutuo aiuto tra creatori di contenuti che subiscono queste continue vessazioni, ci sto già lavorando, si chiamerà “Fermala (la censura)”.
Ho deciso di fare tutto questo, ma ho bisogno del vostro aiuto. Voglio coinvolgervi.
Innanzi tutto voglio darvi la possibilità di guardare il mio video su David Rossi, e giudicare voi stessi. Eccolo qui, lo potete guardare perché l’ho ricaricato su Google Drive solo per voi che seguite la mia newsletter.
Il vostro prezioso aiuto
In secondo luogo, se credete che quel contenuto meriti di stare su YouTube, se credete che il mio progetto debba andare avanti, se pensate che sia giusto che io prosegua con altre inchieste come questa (che al momento ho interrotto per paura di essere bloccato dal sistema), allora sappiate che l’ultima speranza è la giustizia.
Ma purtroppo, è una via costosa, che da solo non posso permettermi di affrontare. Ho deciso quindi di organizzare una raccolta fondi per andare avanti in questa battaglia. Se tutti gli iscritti alla newsletter partecipassero con anche solo un euro, mi darebbero già una piccola mano per proseguire.
Se per voi è importante, e se vi sta a cuore il tema, qui sotto trovate un pulsante per donare attraverso PayPal o, in alternativa, l’IBAN del mio conto bancario Revolut.
Alcuni di voi mi seguono da oramai cinque anni e sanno bene che la mia lotta contro ogni forma di censura e di ingiustizia viene da lontano, e grazie a molti di voi, andrà ancora più lontano. Io ci credo.
IBAN: LT313250022724749783
BIC: REVOLT21
Intestatario: Andrea Lombardi
Grazie
Spero davvero di riuscire a trasformare questo intoppo in una vittoria e in un nuovo inizio verso inchieste sempre migliori. Ma spero anche di poter radunare attorno alla causa altri creatori di contenuti e altre persone che hanno a cuore quello che a tutti gli effetti ritengo essere un’attività che ha uno scopo sociale molto importante. Una volta lo chiamavamo giornalismo. Oggi, non lo so più.
Sono contento che dopo questo mese e mezzo di pausa della newsletter, dovuto proprio a questo grosso problema con YouTube, sia ritornato a sentirvi. Presto, lo so, ritorneremo in pista.
Grazie di cuore a tutti per il sostegno.
pensa quando un algoritmo deciderà se siamo colpevoli di qualche reato... Comunque le raccolte fondi per combattere le ingiustizie, ci hanno insegnato, ad esempio con i camionisti in Canada, che la privacy finanziaria è fondamentale per la libertà d’espressione: per questo potrò aiutarti nella raccolta solo quando fornirai un indirizzo bitcoin lightning network
Quando vidi a suo tempo il film:” 2001 Odissea nello spazio” all’incirca una quarantina di anni fa, feci molta fatica a capire tutti i passaggi ma una cosa è rimasta stampata nella mente, la scena del l’astronauta tenuto sotto scacco dal famigerato computer. C’è ancora spazio per non arrivare a quel punto ma ci siamo molto vicini. Dipende solo dall’uomo mettere dei paletti in tempo.